Storyweek #34

Uno storyweek denso di contenuti e spunti di riflessione. Si parlerà della nuova funzione di Apple che stima il tempo di utilizzo dello smartphone; un’interessante riflessione su come Instagram sia diventato una sorta di TV privata dove gli influencer fanno le loro televendite; troverete poi un fantastico articolo che ci parla di come il tema di migranti e stranieri fosse centrale anche nella Grecia antica e nella Roma imperiale; Infine alcune bizzarre rivelazioni sul significato del codice che si vede nel film Matrix. Insomma non potete far altro che mettervi comodi e gustarvi lo storyweek numero 34!

#01

È come se qualcuno avesse messo su un tavolo tutti gli alcolici che abbiamo consumato in un mese. Sta a noi scegliere se vogliamo disintossicarci o se preferiamo annegare nell’ebbrezza della sbornia.

#02

Oggi che la televisione si è vista rubare il podio da internet, questa forma di pubblicità ha trovato il modo di adattarsi anche al nuovo mezzo: con Instagram, e la rivoluzione della condivisione di contenuti attraverso le stories, i Giorgio Mastrota e le Jill Cooper si sono moltiplicati in modo esponenziale in forma di influencer, e con loro i bombardamenti pubblicitari che ci ricordano in ogni istante di dover comprare qualcosa.

#03

Alle origini di Roma, com’è noto, sta un profugo. Basta leggere l’inizio dell’Eneide di Virgilio: Enea arriva in Italia come un esule («Italiam profugus venit») dopo essere stato sballottato («iactatus») dal mare. Poi, certo, Virgilio precisa che il principe troiano è mosso dal fatum: una forza superiore e divina lo spinge verso l’Italia, la «antica madre», cosa che fa di lui un profugo molto speciale. Ma citare l’esperienza di Enea come paradigma delle disavventure dei migranti di oggi non è improprio. Si tratta pur sempre di un uomo costretto a scappare da una città distrutta dalla guerra, che, solo dopo un viaggio periglioso e qualche naufragio, passando per le coste dell’Africa, approda in Italia. Ed è interessante che Roma facesse risalire le sue origini a uno straniero cacciato dalla patria. Gli ateniesi, per esempio, non lo avrebbero mai fatto.

#04

Poi c’è il codice. Quella cascata di caratteri digitali verdi su sfondo nero che rappresenta il linguaggio core di Matrix, l’algoritmo che le permette di esistere. Quello che gli operatori esperti del film erano in grado di leggere a occhio nudo, identificando dietro quei caratteri tutto quel che succedeva nel mondo simulato di Matrix. Su quel codice, recentemente è stata fatta una rivelazione shock su CNET, da parte del production designer Simon Whiteley che ha creato la celebre pioggia digitale verde

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